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Allestimento dello spazio museale della “statuetta del Buon Pastore”, museo Pio Cristiano, Musei Vaticani, Stato Città del Vaticano, 2014 – in corso

PROGETTO

La statuetta del Buon Pastore è in marmo bianco di dimensioni in cm 100 x 36 x 27. La descrizione accurata del reperto, è data dallo scritto del curatore del museo Pio Cristiano Dott. Umberto Utro, di cui si riporta un estratto: “La statuetta del Buon Pastore è il reperto più celebre della collezione di reperti cristiani antichi custoditi nei Musei Vaticani ed è senz’altro, tout court, una delle immagini simboliche del Cristianesimo primitivo. ...Come risulta evidente da un’attenta lettura, il nostro Buon Pastore in verità non era dunque in origine una statua, bensì un “fragmento di Bassorilievo” la cui forma, in seguito all’intervento, “è stata ridotta ad una buona figurina” a tutto tondo, alta circa un metro. …La  raffigurazione di un pastore con un agnello sulle spalle, così come di scene genericamente pastorali, era assai diffusa nell’arte antica….I cristiani dei primi secoli trovarono del tutto naturale utilizzare queste stesse immagini artistiche per veicolare attraverso di esse un contenuto nuovo: la rivelazione, appunto di Gesù quale Buono (e Bel) Pastore, secondo le parole di Giovanni. ….I Padri della Chiesa spiegano estesamente il significato profondo di questo straordinario antico simbolo che noi chiamiamo semplicemente il “Buon Pastore”, giocando soprattutto sulle espressioni linguistiche della discesa e dell’ascesa, …E conclude Origene: “Per una sola piccola pecora che si era smarrita, egli è disceso sulla terra; l’ha trovata; l’ha presa sulle spalle e riportata in cielo” (Su Giosuè, 7, 16).

Il progetto di allestimento struttura la sua ideazione sul percorso di visita che definisce lo spazio dedicato alla statuetta del Buon Pastore e che inizia dal museo Gregoriano Profano e termina al museo Pio Cristiano, stabilendo l’analogia con il percorso storico che passa dal Paganesimo al Cristianesimo.

Lungo il percorso di visita  la statuetta del Buon Pastore definisce con la sua installazione, l’affermarsi dei cristiani, a cui volge lo sguardo e a cui si collega con la luce a pavimento, sui profani, a cui volge le spalle e l’allestimento impedisce l’avvicinamento.

Il foro sul solaio di copertura lascia filtrare “luce naturale” e genera una visione simbolica di collegamento verso l’alto.